GEORGES IBRAHIM ABDALLAH: FINO A QUANDO?

 

 

 

Georges 31 anni di carcere, 31 anni di resistenza!

 

Il 26 febbraio scorso, il tribunale di Parigi ha nuovamente negato la scarcerazione di Georges I. Abdallah, militante comunista di origine libanese, antimperialista e antisionista.

Il 24 ottobre 2014 sono trascorsi 30 anni da quando Georges è stato arrestato, nonostante per la giustizia francese sarebbe liberabile ormai da tempo. Le motivazioni sono chiaramente politiche, come dimostrano le parole scritte nell’ultima istanza con la quale si nega la sua liberazione perché Georges non si sarebbe dissociato dalle azioni che gli sono state imputate.

Al contrario, Georges è un resistente che non ha mai rinnegato ne svenduto la sua identità rivoluzionaria, e questo oggi è ciò che va punito, perché esempio coerente e linfa vitale per la resistenza dei popoli oppressi. Alle pressioni di Israele e Stati Uniti per non liberare Georges, si unisce anche la politica della Francia fatta di terrorismo sul fronte interno e di aggressività imperialista sul fronte esterno. Ma nonostante l’accanimento giuridico, Georges continua a lottare da dietro le sbarre, continua la sua resistenza, forte e determinata. Come determinata e vasta è la solidarietà di classe di che si stringe attorno a questo compagno. Da mesi continuano le iniziative di solidarietà, dalla Francia, dove in molte città i presidi e le manifestazioni sono ormai quasi settimanali, in Italia, in Grecia, fino alla Tunisia e al Libano. Anche dalle carceri diversi prigionieri hanno mandato la loro solidarietà a Georges, così come lui si è sempre schierato al fianco delle lotte dei prigionieri politici. La resistenza di Georges è legata da un filo rosso a quella dei prigionieri palestinesi e in particolare a quella di Ahmad Sa’adat, o della compagna Rasmieh Odeh, recentemente condannata a 18 mesi di carcere negli Usa e per la quale è prevista la deportazione. La liberazione di questi compagni potrà avvenire solo in più generale processo di liberazione dell’intero popolo dall’oppressione sionista e quindi organizzare la solidarietà di classe verso di loro vuol dire sostenere la resistenza del popolo palestinese e di tutti i popoli che lottano perla loro liberazione dalle catene dell’oppressione.

 

Diffondiamo il comunicato del collettivo per la liberazione di Georges I. Abdallah

 

Compagni e compagne di Scatenati e del Collettivo Tazebao – marzo 2015

 

 

GEORGES IBRAHIM ABDALLAH: FINO A QUANDO?

 

Oggi, 26 febbraio 2015 la sezione del Tribunale giudiziario della Corte d'Appello di Parigi ha rigettato la richiesta fatta da Georges Ibrahim Abdallah dopo il precedente rigetto del 5 novembre 2014.

Il Tribunale aveva dichiarato "irrevocabile" la richiesta di Georges Ibrahim Abdallah, dando come motivazione il fatto che  non era stata in precedenza presentata una istanza di espulsione. Il Tribunale aveva ugualmente rigettato la domanda di effettuare un anno probatorio, preliminare a una liberazione, dentro la struttura penitenziaria piuttosto che in regime di semi-libertà o sotto sorveglianza elettronica, con il pretesto che Georges Abdallah non aveva presentato un progetto in appoggio alla sua domanda.

 

La Corte d'appello non si è accontentata di dichiarare ancora una volta l'istanza di scarcerazione impraticabile in ragione di assenza di una misura di allontanamento dal territorio francese, ma ha aggiunto questa volta che Georges Abdallah "non si dissociava dagli atti per i quali era stato condannato".

Georges Abdallah ha immediatamente fatto un ricorso in cassazione.

Questo simulacro di giustizia conferma una volta per tutte il regime d'eccezione applicato a Georges Abdallah dopo 30 anni. Ma la decisione della Corte d'Appello si è rivelata oggi, come lo spiega il suo avvocato, Jean-Louis Chalanset "molto regressiva" poiché a due riprese, nel 2003 e in occasione della sua precedente domanda nel 2012, la giustizia aveva deciso in prima istanza la liberazione di  Georges Ibrahim Abdallah.

La "violazione della separazione dei poteri "denunciata dal suo avvocato è adesso chiara e conferma che a trattenere in carcere Georges Ibrahim Abdallah è una decisione politica dello Stato francese. Infine, questo spirito di vendetta tradisce di nuovo la complicità dell'imperialismo francese con lo Stato sionista e gli Stati Uniti.

Georges Abdallah resta un militante comunista, anti-imperialista e antisionista, resta un resistente che non ha né rimpianti né rimorsi per la battaglia che ha sempre condotto e continua a condurre per la giustizia e la libertà al fianco dei popoli oppressi e in particolare di quello palestinese.

 

In Francia, in Libano, suo paese, a Tunisi o ad Atene, fino in Argentina, sempre di più voci si alzano ovunque per condannare la Francia e sostenere la causa di Georges Ibrahim Abdallah.

Tutti insieme continueremo a mobilitarci per esprimergli la nostra solidarietà, fino alla sua liberazione e al suo ritorno in Libano.

 

Il Collettivo per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah (CLGIA)

 

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